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Celiachia, L'impegno Delle Farmacie

In origine erano pane e pasta, oggi esistono anche merendine e pizzette senza glutine. Negli utlimi anni sono aumentati, produttori, prodotti, ma soprattutto malati di celiachia. Federfarma Veneto garantisce l'impegno delle farmacie per un servizio adeguato alle esigenze celiaci, di quelli attuali, ma soprattutto di quelli che un domani dovessero vedersi diagnosticare tale morbo. Oggi, infatti, circa 4 mila persone nel Veneto soffrono dell'intolleranza permanente al glutine, ma, secondo le stime della Regione Veneto, il numero aumenta a un ritmo del 9% annuo. Di fronte a questo boom dei malati, dovuto anche al miglioramento delle tecniche diagnostiche, è importante un monitoraggio costante e preciso della spesa che la Regione stessa sostiene per garantire ai celiaci la possibilità di acquistare quello che possono mangiare. Per fornire tali dati di spesa le farmacie si impegnano a estendere le modalità di controllo della spesa già in uso per i farmaci anche agli alimenti privi di glutine. Federfarma, l'unione regionale dei titolari di farmacia, ha già espresso direttamente alla Regione Veneto, nel corso di un recente incontro, la propria disponibilità in questo senso. L'impegno è stato ribadito nei giorni scorsi nel corso della riunione, nella sede di Mestre, del Comitato dei presidenti delle associazioni dei titolari di farmacia delle sette province venete. "In farmacia il celiaco trova gli alimenti privi di glutine di cui ha bisogno e attraverso la farmacia la Regione Veneto può tenere sotto controllo costante la spesa che ne deriva - spiega Annamaria Brusadini, presidente di Federfarma Veneto -. Per il futuro auspichiamo che anche nel Veneto, come avviene già in altre regioni, venga introdotto l'uso della scheda rossa, meglio conosciuta come "ricetta", al posto degli attuali buoni forniti ai celiaci. In questo modo sarà agevolato il lavoro del farmacista che potrà migliorare ulteriormente la gestione dei dati di spesa per conto del servizio sanitario regionale. Visto l'aumento di celiaci previsto, riteniamo necessario un attento monitoraggio. Solo tenendo sotto controllo quanto la Regione spende per gli alimenti privi di glutine, un domani il servizio sanitario potrà continuare a soddisfare le necessità di chi soffre di questa intolleranza". Attualmente ai soggetti affetti da morbo celiaco regolarmente diagnosticati sono concessi, con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale e su presentazione in farmacia dei moduli di approvvigionamento mensile rilasciati dall'azienda sanitaria di appartenenza, dietetici senza glutine, entro dei limiti massimi di spesa mensile individuale, stabiliti per fascia d'età. Ad esempio, per i bambini fino ai tre anni e mezzo di arriva a un tetto dei 62 euro mensili, per una donna adulta a 99 e per un uomo a 140 euro al mese.

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